Richiesta pubblica
Buonasera, sono una ragazza, attualmente impiegata, che vorrebbe inseguire il suo sogno ed aprire una piccola attività di organizzazione eventi e matrimoni. Sarei interessata ad usufruire del regime dei minimi, in quanto non penso proprio che, almeno per i primi anni di "assestamento", la mia attività superi i XXXXX€ di fatturato. Ho già avuto un appuntamento con un commercialista, mesi fa, e vorrei chiedere ulteriori lumi su quanto segue: - l'apertura della partita iva come "ditta individuale" prevede dei costi fissi annuali? Se si, quali? - col regime dei minimi non dovrei rientrare negli studi di settore; è corretto? - come posso individuare la corretta sezione (non esiste "organizzatore di eventi"!) per inquadrare la mia partita iva? - se non fatturo, quanto devo sicuramente versare allo Stato? - inizialmente, rimarrei comunque impiegata (a tempo indeterminato): non sono tenuta, quindi, a versare nulla all'INPS, versando già col mio stipendio da dipendente? - se volessi tenere aperta la partita iva anche non fatturando per non perdere la possibilità di usufruire del regime dei minimi e non fatturassi comunque nulla, dovrei qualcosa allo Stato? - come funziona il discorso del regime dei minimi? Devo versare allo Stato solo il X% della differenza tra ricavi e costi? Nessun'altra spesa? Il precedente commercialista mi parlava di un XX% come professionista da versare ulteriormente... - sono tenuta a comunicare al mio datore di lavoro di questa mia attività? Naturalmente, la stessa non ha nulla a che fare con quella da dipendente... Ringraziando in anticipo, porgo cordiali saluti. C.M.