Richiesta pubblica
Buonasera, sto attualmente lavorando presso un punto vendita di una grossa compagnia telefonica, il cui gestore locale, che lavora direttamente per la compagnia stessa, ha assunto dei collaboratori per questa attività con la propria partita IVA di agente. Attualmente ho un contratto di apprendistato triennale part-time (sulla carta almeno) con questa persona. Quasi da subito, si sono riscontrati comportamenti ambigui ed una mentalità poco promettente, con uno stile approssimativo e dittatoriale. Si tratta in fin dei conti di un’attività a conduzione pseudo familiare, in cui prevale l’idea che il datore di lavoro è perennemente in credito in qualunque circostanza, solo perché "dà lavoro". Pur avendo svolto il lavoro con zelo fin dall’inizio, è ben presto divenuto chiaro che si tratta quasi di lanciare perle ai porci. C’è da dire che ho accettato questo lavoro durante un periodo molto difficile, di necessità e debolezza dovuta ad episodi depressivi, quindi la reattività da parte mia è stata scarsa e spesso ho dovuto accettare soprusi passivamente, anche ritrovandomi a dover firmare buste paga falsate, ma anelo ad un progressivo risveglio per stabilire un ordine di cose che attualmente sembra veramente utopico. Il rapporto è stato contrattualizzato solo l’estate scorsa (dopo un anno di lavoro nero), quando il signorino era in vacanza in uno stato estero, lasciando soltanto me ed un altro collega nel punto vendita, entrambi a nero. E’ passato l’Ispettorato del lavoro, che ha dovuto multarlo, e quello fu il momento in cui si trovò costretto a costituire un contratto di lavoro nella forma a lui più conveniente. Attualmente lo stato di cose è questo: le buste paga sono gonfiate, il bonifico che viene inviato è fortemente inferiore al netto riportato in busta. La tredicesima, pur essendo emessa, non è stata pagata. E questo ritengo corrisponda ad evasione fiscale palese oltre che ad estorsione. Le ferie vengono scalate arbitrariamente dalla busta paga senza alcun criterio. Le ore di lavoro sono maggiori di quelle dichiarate. I turni di lavoro possono cambiare in maniera casuale a seconda delle sue necessità, con pochissimo preavviso (anche il giorno stesso), ed ogni lamentela si traduce in velate minacce, talvolta neanche troppo velate. Le pressioni sugli obiettivi da raggiungere sono costanti e irrispettose, e chiaramente gli esiti positivi non incidono in alcun modo sulla paga, fissa e sottodimensionata. Dulcis in fundo, da riportare un’altra irregolarità: il locale è dotato di videosorveglianza e registrazioni, a cui accede anche a distanza quando non è presente, utilizzando il suo smartphone. E questo è chiaramente in contrasto con l’articolo X della legge XXX dello Statuto dei lavoratori. La mentalità prevalente nel contesto che da qui si evince, più da schiavisti che da imprenditori, traspare anche dal concetto di “proprietà” che credono di avere sui lavoratori. Attualmente mi è anche chiesto di realizzare il sito web di un’altra attività che egli gestisce, ovviamente senza alcun compenso extra, solo per il concetto che “lavoro per lui”, e che prende tutto “a tarallucci e vino”. Alla luce di tutto ciò, desideravo chiederVi quale sia la più corretta [rimosso] viduo che non ha ancora capito granché delle proprie responsabilità. Vi ringrazio anticipatamente.