Il redditometro nasce come strumento che fa presumere un reddito, che puoi non avere mai avuto, ma che deve essere tassato solo per il fatto che hai sostenuto determinate spese. Poi è passato attraverso una serie di modifiche sino al cambiamento attuale. Vediamo di riassumere i termini della questione.
Il redditometro vede la luce con l’art. 38 del D.P.R. n. 600/1973, intitolato “Rettifica delle dichiarazioni delle persone fisiche”.
L’accertamento in base al redditometro prevedeva la ricostruzione induttiva del reddito di una persona fisica mediante l’utilizzo di alcuni indicatori di capacità contributiva, individuati nel D.M. del 10 settembre 1992 e successive modifiche, ai quali venivano applicati determinati coefficienti moltiplicatori. All’inizio il contribuente doveva fare attenzione a non consumare spese che riguardassero beni i cui coefficienti potessero ipotizzare redditi superiori a quelli effettivamente conseguiti. Quindi se si voleva acquistare un’auto d’epoca, rinunciando a vacanze e altro, si sapeva che ciò avrebbe comportato un possibile accertamento fiscale.
Modifiche al redditometro, uno strumento in confusione
Il redditometro nasce come strumento che fa presumere un reddito, che puoi non avere mai avuto, ma che deve essere tassato solo per il fatto che hai sostenuto determinate spese. Poi è passato attraverso una serie di modifiche sino al cambiamento attuale. Vediamo di riassumere i termini della questione.
Il redditometro vede la luce con l’art. 38 del D.P.R. n. 600/1973, intitolato “Rettifica delle dichiarazioni delle persone fisiche”.
L’accertamento in base al redditometro prevedeva la ricostruzione induttiva del reddito di una persona fisica mediante l’utilizzo di alcuni indicatori di capacità contributiva, individuati nel D.M. del 10 settembre 1992 e successive modifiche, ai quali venivano applicati determinati coefficienti moltiplicatori. All’inizio il contribuente doveva fare attenzione a non consumare spese che riguardassero beni i cui coefficienti potessero ipotizzare redditi superiori a quelli effettivamente conseguiti. Quindi se si voleva acquistare un’auto d’epoca, rinunciando a vacanze e altro, si sapeva che ciò avrebbe comportato un possibile accertamento fiscale.
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